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Autore Discussione: SUGGERIMENTI per approccio progetto HW/SW  (Letto 829 volte)
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« inserita:: Giugno 28, 2012, 10:42:23 am »

Ciao a tutti.
Mi hanno chiesto di realizzare qualcosa (quindi massima libertà) per registrare in formato mp3 gli interventi dei consiglieri durante i consigli comunali del mio paese suddivisi per argomento dell'ordine del giorno ed intervento del singolo consigliere.
Un po' quello che succede (ovviamente in numero ridotto) quando al parlamento ogni parlamentare fa il suo intervento e viene registrato quello che dice.
Vi sono quindi N microfoni dei quali di volta in volta solo uno ne viene attivato ed il relativo intervento registrato.
Il suggerimento che vi chiedo è relativo proprio a come realizzare questa specie di SWITCH tra i vari microfoni. Di seguito quello che è venuto in mente a me:
1° APPROCCIO: Realizzare un case dove arrivano tutti i plug dei microfoni e con dei pulsanti on/off far attivare solo il microfono di chi deve parlare e registrare quello che dice. Il microfono attivo è quello per il quale viene effettuata la registrazione
2° APPROCCIO: Se ci fosse la possibilità di comandare questo switch da software sarebbe l'ideale poichè con un bel programma scritto ad hoc da un touch screen comando l'attivazione di un determinato microfono e ne registro automaticamente il flusso dati.
Potete darmi altre idee migliori? Se già le due precedenti sono discrete avete invece idea di come poter realizzare questo ipotetico switch HW (2° approccio) da gestire via SW? Magari esiste già qualcosa del genere come progetti di elettronica a livello hobbistico di cui non sono a conoscenza.
Ringrazio in anticipo per qualsiasi suggerimento.
Carlo.
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« Risposta #1 inserita:: Giugno 29, 2012, 12:00:45 am »

Iniziamo col ricordare che un trattamento analogico professionale (i.e. a livello di sala d'incisione) del segnale microfonico va molto al di là delle possibilità dei vari progetti DIY disponibili attraverso gli usuali canali (riviste, raccolte di schemari, siti amatoriali etc.): l'uso di segnali stereo bilanciati, compensati contro il rumore ambientale, e quant'altro semplicemente è fuori portata per quegli schemi che di solito constano di una manciatina di amplificatori operazionali low cost e, nel migliore dei casi, di qualche chip monolitico dedicato controllato (serialmente, di solito) da una MCU.

Si aggiunga poi che, se per il mixaggio di numerose fonti audio diverse la fantasia dei progettisti e degli amatori si è sbizzarrita cimentandosi in innumerevoli realizzazioni fin dai tempi delle valvole termoioniche, non può certo dirsi altrettanto per il multiplexing di segnali analogici (questo è, in effetti, ciò che interessa), poco importa se controllato digitalmente o tramite i classici attuatori elettromeccanici, mutuamente esclusivi o meno.

Ne consegue che, a meno di repentine botte di fortuna consultando i vari cataloghi (dai soliti RS e Distrelec a Futura Elettronica), un apparato del genere dovrà essere progettato e realizzato ex novo, impiegando come ingredienti principali un multiplex analogico integrato controllato digitalmente (tipicamente tramite bus SPI) e un qualsiasi microcontroller interfacciabile serialmente o via USB al PC di controllo. Sfortunatamente un siffatto approccio rimane pieno di dettagli e decisioni di progetto non banali per un neofita: basti pensare all'alternativa di precondizionare ogni singolo canale di input, tramite una coppia di opamp, oppure usare un singolo amplificatore a valle del multiplexer, magari a guadagno programmabile (PGA); o alla necessità di separare in modo drastico ed efficace le masse analogiche da quelle digitali, il che si traduce nell'uso di un PCB con almeno 4 strati e con un layout delle piste e dei piani di massa per nulla intuitivo.

Probabilmente la soluzione finale consisterà nel commissionare ad uno studio di progettazione elettronica l'apparato, richiedendo una interfaccia USB e stendendo una semplice specifica per il protocollo di selezione del canale - nonché per eventuale controllo del gain, estremamente utile, e per l'inserzione di uno stadio di compressione microfonica, tipicamente realizzato con un single chip dedicato NXP, Dallas-Maxim, National Semiconductor o Analog Devices... aggiungo inoltre che, in un mondo ideale, non sarebbe neppure necessario selezionare manualmente il canale: sarebbe sufficiente un controllo tipo "squelch" che, non appena rileva la presenza del segnale audio su un determinato canale oltre una data soglia, provvede a selezionare automaticamente tale canale.
Ma purtroppo siamo in Italia, e i talk show politici offrono un ben misero spettacolo dell'abitudine di parlarsi addosso diffusa tra i politici e molti altri personaggi pubblici.
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« Risposta #2 inserita:: Giugno 29, 2012, 01:01:23 pm »

Ciao MAW.
Grazie per la risposta ma non mi sono spiegato bene. Non mi servono impianti professionali. Un segnale mono per un consigliere che dice la sua, anche a soli 8Khz come per la telefonia, è più che sufficiente. Anche l'eventuale rumore ambientale non è rilevante. Se in un consiglio comunale la seduta finisce in rissa (non sarebbe nè la prima nè l'ultima volta in Italia) non c'è sistema di compensazione che tenga. Inoltre le varie fonti audio non vanno assolutamente mixate. Anzi mi serve il contrario. Ossia solo chi parla va registrato escludendo tutti gli altri. Stavo ragionando quindi su di una cosa molto più semplice.

1° CASO. Posso creare un contenitore in cui ci sono N connettori audio. Un connettore per ogni microfono. Ogni connettore poi è collegato ad un proprio interruttore, per cui ci sono N interruttori. Uno solo per volta può essere on, diciamo il numero M, e tutti gli altri N-1 off. L'unico interruttore M in stato on permette di collegare il microfono M all'uscita del contenitore che va in ingresso ad un PC per la registrazione in mp3. Il segretario comunale potrebbe essere incaricato di attivare di volta in volta il microfono M in corrispondenza del consigliere M che deve intervenire nel dibattito. L'unica difficoltà, se tale la si può definire, sarebbe reperire sul mercato o realizzare gli N bottoni in cui la pressione di uno di loro permetta di escludere gli altri in automatico. Una specie di commutatore rotativo insomma.


2° CASO. Poter realizzare la pulsantiera via software. Il che per ovvi motivi sarebbe più elegante e permetterebbe di avere maggior libertà nel modo in cui si fanno le registrazioni. Per farlo via SW immagino però bisognerebbe quantomeno controllare un PIC od un controller in generale in modo da registrare solo l'audio in ingresso di chi interviene interfacciandolo al software. Se però mi servisse gestire 48 ingressi non conosco controllori con tutte queste porte. Di qui la richiesta di suggerimento che mi possa indirizzare a qualcosa che magari non esiste ma che sia almeno simile. Per avere un punto di partenza insomma.

Grazie.
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« Risposta #3 inserita:: Giugno 29, 2012, 04:16:11 pm »

Un multiplexer analogico integrato è esattamente la versione su silicio dello schema proposto. Dispone di n ingressi (di solito, una potenza - intera! - del due, diciamo 2ch) e di una singola uscita, alla quale internamente viene connesso uno ed un solo input (a meno di uno stato di inibizione, nel quale l'output è normalmente connesso a massa).

I meccanismi di selezione sono i più vari: dalla brutale decodifica statica di ch linee digitali (dunque, 4 linee per un multiplexer a 16 vie) al relativamente sofisticato controllo seriale via SPI o I2C tipicamente gestibile da MCU. Inoltre, i multiplexer si possono concatenare ponendoli in serie e in parallelo, in modo da gestire un numero relativamente elevato di input (fino alle 128 e più linee integrate negli appositi IC che fungono da matrice analogica per TLC).

Ho parlato di mixaggio perché si tratta quasi esattamente dell'opposto concettuale rispetto alla selezione di una singola linea analogica: e mentre per quest'ultima esigenza poco e nulla si trova nei cataloghi, per i mixer a due e più vie esiste un'infinità numerabile di prodotti, kit, progetti.
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« Risposta #4 inserita:: Giugno 29, 2012, 06:35:12 pm »

Mi stavo orientando infatti verso 5 mux 4051 gestiti con arduino semplificando quello da url di seguito:
http://www.arduino.cc/playground/Learning/4051
Poi per puro caso mi è capitato tra le mani il N° 136 di ioProgrammo in cui l'articolo "Controllare la tua casa da remoto" alla sezione elettronica proponeva una scheda con 8 ingressi opto isolati ed in grado di pilotare fino ad 8 relè.
http://www.progettihwsw.com/relays_ethernet_board.htm
Il tutto basato su un PIC Microchip 18F2620, un controller ethernet ENC 28J60, un regolatore di tensione 7805 che provvede anche a stabilizzarla ed un array di transistor darlington ULN2003 per pilotare i relè il tutto condito da un web server. In questo modo per accendere il relè 5 non devo far altro che chiamare una pagina web con una sintassi del tipo
Codice:
http://192.168.1.201/5?1
per spegnerlo
Codice:
http://192.168.1.201/5?0
Ho visto che ne esiste una versione anche da 32 relè che risolverebbe alla perfezione il mio problema.
Credo mi orienterò verso questa soluzione. Ci ho tenuto a scriverlo sia perchè potrebbe servire a qualcun'altro sia perchè il progetto veniva da ioProgrammo.

Grazie.
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