n° 219
Novembre 2017
Dicembre 11, 2017, 08:46:30 *
Benvenuto! Accedi o registrati.
Hai dimenticato l'e-mail di attivazione?

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Notizia:
 
  Indice Linux Windows Techassistance Gameassistance videogame hardware Aiuto Ricerca Agenda Downloads Accedi Registrati  


* Messaggi recenti
Messaggi recenti
  Visualizza messaggi
Pagine: [1] 2 3 ... 186
1  Varie ed Eventuali / 4 chiacchiere in libertà... / Re: Perchè gli Indiani dell'india sono cosi dannatamente bravi ? inserita:: Luglio 05, 2017, 08:06:22
ora capisco è tutto molto più chiaro ! ma tu caro Maw quante ora studiavi quando eri un "giovanotto" Sorriso  ?? dici che oggi come oggi studiamo troppo male e poco ?

Francamente non ho mai contabilizzato le ore di studio: l'apprendimento per me è un'attività connaturata al livello delle funzioni fisiologiche. Basti dire che già durante il liceo scientifico, invece di sprecare i pomeriggi correndo dietro ad un pallone o giocando ai videogames, dopo avere svolto tutti i compiti per casa frequentavo corsi serali CFP con riconoscimento regionale sulle tecnologie all'epoca emergenti in elettronica e informatica. Dopo l'undicesimo anno accademico regolarmente in corso, ho anche smesso di contare quelli di formazione postdoc... si veda anche questo recente post, e in subordine questo: se c'è un mestiere nel quale lo studio e gli esami "non finiscono mai" è sicuramente quello del progettista e ricercatore nell'area applicativa dei grandi sistemi embedded ad elevate criticità.

Ricordate sempre che i vostri dirigenti, e a fortiori i "padroni" e/o i vertici tecnici della PMI in cui lavorate, nel 90% dei casi non sono laureati e se anche lo sono non si tratta di una laurea in informatica, né tantomeno in ingegneria informatica (inventata non prima del 1993/94), perché ai miei tempi e più in generale, restando alla contemporaneità, in tutto il periodo incastrato tra il decennio successivo alla legge Codignola (1969) e l'introduzione delle lauree "brevi" (1996/97) lo studio era realmente selettivo e la percentuale di abbandoni universitari in Italia è stata tra le più alte al mondo.

Per contro la scuola italiana oggi, con la possibile eccezione di un paio di isole felici nelle sole Scuole d'Eccellenza, non è che un gigantesco diplomificio altamente burocratizzato e con rendimento minimo. La laurea triennale arriva a malapena a coprire la cultura di un diplomato d'un mediocre liceo scientifico dei miei tempi, con le specialistiche si arriva in rari casi a coprire le competenze di un classico "abbandonista" al terzo anno/decimo esame di ingegneria degli anni Settanta e Ottanta.

A livello europeo siamo messi appena un po' meglio, ma la media è comunque sconsolantemente bassa.
2  Varie ed Eventuali / 4 chiacchiere in libertà... / Re: Perchè gli Indiani dell'india sono cosi dannatamente bravi ? inserita:: Luglio 05, 2017, 02:32:05
La parola magica è Commonwealth. L'India è la più importante delle ex colonie britanniche e dalla terra di Albione in particolare ha ereditato appieno il sistema scolastico, che per antonomasia è il migliore del mondo.

Ma mentre l'Occidente mollaccione e decadente ormai si crogiola solo con idiozie come il glass roof, le istanze di classe, il buonismo imbecille verso gli asini, la scuola idiocratica del tutti promossi dopo corsettini ultraridotti per imbecilli... l'India ha invece tutta la grinta e la motivazione per emergere e competere, avvantaggiata enormemente in questo rispetto al resto dell'Asia grazie all'enorme sforzo dei "colonizzatori" anglosassoni.

Taluni inoltre ritengono che l'abitudine a comunicare usando un linguaggio complesso e denso di simboli renda gli asiatici in generale maggiormente inclini alle scienze formali, ma si tratta di una ipotesi tutta da dimostrare e priva di riscontri storici consistenti (a cominciare dalla storia del sistema decimale e dello zero, che è dimostrabilmente molto meno banale della vulgata normalmente spacciata per buona nella divulgazione). Sta di fatto che il povero Ramanujan, il quale - pur avendo geniali intuizioni - non aveva la benché minima idea di come fare una dimostrazione formale e ci ha lasciato anche moltissime formule ed ipotesi palesemente errate, costituisce più che altro una singolarità a confronto dell'elenco sterminato di geni matematici prodotti dalla cultura occidentale nell'ultima ventina di secoli, da Euclide a Andy Wiles e Grisha Perelman.
3  Varie ed Eventuali / Concetti, idee, algoritmi / Re: Linguaggio naturale strutturato: è davvero superato dai linguaggi formali? inserita:: Giugno 21, 2017, 12:30:12
Ad ogni modo per soddisfare la mia curiosità riguardo a ciò che accade nel mainstream, ho effettuato una ricerca sui metodi adoperati per esprimere i requisti software e ciò segue è frutto di una ricerca dell'Università di Trento, in seguito riportata dalla Waterloo University:
- Il 78,1% dei documenti per i requisiti è scritto in linguaggio naturale (Italiano, Inglese etc) senza alcuna accortezza  Occhi al cielo
- Il 15,9% dei documenti è scritto in linguaggio naturale strutturato
- Solo il 5.3% di questi documenti è scritto usando linguaggi e notazioni formali (stima sicuramente generosa visto che viene conteggiato anche UML come notazione formale, quando non lo è).

Insomma la situazione è veramente disastrosa.

Diciamo pure tranquillamente che nel mainstream i linguaggi formali sono totalmente sconosciuti e inutilizzati, se non fosse magari per un po' di BDD vagamente orecchiati da qualche elettronico in prestito al software e poco altro.
Per il resto si tratta unicamente di linguaggi semiformali: UML, flowchart e dintorni.

D'altro canto anche in molto sedicente sviluppo firmware "di base", per non parlare di tablet smartphones e palmari(1), i metodi formali sono pressoché sconosciuti e assenti dalla prassi ordinaria e dalle possibilità delle PMI/SME operanti nel mercato. Come già ricordato, a parte alcune simpatiche quanto rare situazioni accademiche, solo quando i rischi, la dimensione delle commesse, il livello organizzativo e il peso contrattuale delle parti in causa diventano realmente rilevanti possono entrare in gioco le risorse trilaterali (committente istituzionale, general contractor e terze parti ossia assicuratori e riassicuratori, garanti finanziari ed enti certificatori) in grado di gestire fluentemente l'intero processo di specifica e verifica formale.



(1) Robetta insulsa che qualcuno continua ottusamente ad infilare nel novero dei sistemi embedded, non si capisce bene a quale titolo, trattandosi di apparati consumer mobile acritici con profili di potenza elaborativa grossolanamente assimilabili a quelli dei banali PC...
4  Varie ed Eventuali / Concetti, idee, algoritmi / Re: Linguaggio naturale strutturato: è davvero superato dai linguaggi formali? inserita:: Giugno 19, 2017, 09:32:32
In effetti, il fatto che per adoperare le tecniche avanzate di verifica formale (livello 2 no?) servissero svariati Z13 o equivalenti mi è sfuggito

Il fatto è piuttosto banale, in realtà: si tratta di un fattore di scala. I grandi sistemi embedded critici sono spesso composti da centinaia di sottosistemi: simulazione e verifica complete, a livello di interazione con l'ambiente fisico e protocolli di comunicazione, richiedono una capacità elaborativa decisamente massiva.

Ciò che sfugge a moltissimi, inclusi molti practitioner ai livelli di base del mercato dell'automazione, è che ormai da anni non si parla più banalmente di progettare e convalidare isolatamente un singolo motion controller, per quanto sofisticato, o un sistema di acquisizione dati, o... in buona sostanza, quello che per noi è solo un singolo sottosistema, gestibile tranquillamente da una o due workstation in massima configurazione (es. HP Z900), il che per quasi tutte le realtà aziendali mediograndi rappresenta già il massimo della capacità ingegneristica e certificativa.

D'altro canto, la simulazione completa offre un livello di affidabilità e vericidità insuperabile ai fini dell'ottenimento delle certificazioni e, soprattutto, dal punto di vista dell'affidabilità in campo. Quindi ovunque possibile si cerca di attuarla, e pochi sono consapevoli che, al di là dei tanto strombazzati cluster più o meno accademici basati su banale software FLOSS general purpose, una parte massiccia della ricerca alternativa hardware e software sulle architetture di supercalcolo non convenzionali è stata svolta privatamente nell'ultimo quarto di secolo proprio nel mondo della progettazione formale e della verifica esaustiva in ambito multinazionale.
5  Varie ed Eventuali / Concetti, idee, algoritmi / Re: Linguaggio naturale strutturato: è davvero superato dai linguaggi formali? inserita:: Giugno 18, 2017, 04:27:46
E il mainstream è dunque destinato a rimanere immondizia oltre ogni possibile fievole speranza? Se da un lato i costi per l'uso dei metodi formali sono proibitivi per il mainstream e dall'altro tali metodi sono l'unica soluzione* che bisognerebbe fare per rimettere sulla retta via il rumoroso e caotico mondo mainstream?

La risposta è: nessuno lo sa.
Però siamo in grado di dire con sufficiente certezza cosa non bisognerebbe fare: per esempio, usare metodologie "agile" o roba del genere. Per il duplice fatto che non funzionano, se non per progetti medio-piccoli, e che sono sostanzialmente la negazione dei principi più asseverati del software engineering.



Citazione
* sono forse il famoso proiettile d'argento di cui parla Brooks nel suo famoso "No silver bullet: Essence and accidents of software engineering"?

Il proiettile d'argento non esiste, perché scrivere software è sempre un'attività artigianale e i livelli di "total reliability, dependability, safety" variamente definiti dalle normative safety-critical si ottengono unicamente:

a) con una sovrapposizione di scelte progettuali ultraconservative che incastonano software e firmware in un framework di hardware ed elettromeccanica a prova di catastrofe, quindi limitando drasticamente e deterministicamente i possibili input e ricontrollando ovunque necessario la coerenza degli output e dei feedback, e

b) usando con raffinatissima abilità logica e un lunghissimo apprendistato metodi formali di specifica e verifica, quest'ultima svolta sia in vivo che all'interno di simulazioni esaustive svolte su supercalcolatori(1) (quasi sempre totalmente custom e a loro volta certificati a tutti i livelli) che garantiscono full code coverage e copertura integrale dello spazio degli stati dell'intero sottosistema.



(1) Il fatto che si debba usare un mostro elaborativo come un pool di Z13 o equivalente custom per simulare e convalidare il "semplice" progetto di un SoC ASIC e relativo firmware o di un sottosistema su bus VME o VXS probabilmente appare alieno non solo ad una moltitudine di informatici, ma anche a molti progettisti di automazione industriale di base, specialmente ai freelance o ai dipendenti delle classiche PMI padronali all'amatriciana, ma è un obbligo contrattuale per ottenere anche la più banale delle certificazioni internazionali a livello di sistema...
6  Varie ed Eventuali / Concetti, idee, algoritmi / Re: Linguaggio naturale strutturato: è davvero superato dai linguaggi formali? inserita:: Giugno 17, 2017, 11:08:49
Molto brevemente, nei mercati normati i committenti istituzionali e le multinazionali dispongono sempre di personale preparato in tale area, oppure a volte se di dimensioni un po' meno gigantesche ricorrono all'outsourcing (si tratta sempre e comunque di spinoff di multinazionali, o piccole società di engineering di matrice accademica poi acquisite da grandi multinazionali), in modo tale che committente, esecutore e certificatori si interfaccino esclusivamente a botte di requisiti formali.

Il resto è solo roba per il mainstream e dintorni.
7  Linguaggi di programmazione / C/C++ / Re: Anteporre o posporre le costanti all'operatore di comparazione ? inserita:: Maggio 20, 2017, 11:57:34
Neppure la Metafisica di Lui, Aristotele, riuscirebbe dunque ad uscirne indenne.    Ghigno

Diciamo che venticinque secoli di filosofia non sono passati invano. Anche se la filosofia (e men che mai le altre scienze) non ha trovato risposte univoche o complete a domandine tipo "Tutta la realtà è materiale o no? L’uomo è immortale o no? Esiste il libero arbitrio? Che cosa possiamo conoscere con certezza? Esistono verità innegabili?(1) Cos’è la verità? Che cos’è il bene? Cosa è il tempo? Che cos'è la volontà? Cosa vuol dire che una cosa ne causa un’altra? Cosa vuol dire esistere?", almeno le dispute tra analitici e continentali sono servite a delimitare meglio il campo da gioco, i problemi da risolvere e i non-problemi, e ad inquadrare i rami più formali della filosofia stessa, quelli nei quali si può procedere appunto in modo "analitico"... non mi sembra poco, anche per chi pensa che gli unici filosofi esistiti siano stati Platone e Kant.



(1) La risposta ovvia è che le Verità innegabili sono quelle della Logica formale e, per conseguenza, quelle dei sistemi assiomatici sui quali si fonda la Matematica. Tuttavia, questo non risolve affatto il problema filosofico: da un lato esistono alcuni sistemi assiomatici "fallati" poiché soggetti ai teoremi limitativi di Gödel, nei quali ad esempio alcune asserzioni, seppur vere, non sono dimostrabili; dall'altro i filosofi non si accontentano di Verità relative ad enti astratti ed apparentemente arbitrari, ed entrano sia nel merito della stessa ontologia degli oggetti logici e matematici, sia e soprattutto nella ricerca di verità ultimative al di fuori del magico reame dei sistemi formali. Ci sarebbero poi anche delle posizioni deliranti contemplate piuttosto forzosamente nell'ambito della stessa filosofia della matematica, vedasi Reuben Hersh e altro costruttivismo di risulta, che tuttavia sono assolutamente minoritarie e non sono realmente degne di considerazione, poiché non spiegano affatto come l'apparente arbitrarietà di definizioni e assiomi conduce ad una elevatissima e sorprendente coerenza di fondo che emerge in modo del tutto inaspettato e transdisciplinare, dando luogo ad esempio a quello che per decenni è stato denominato "calcolo umbrale" a cause delle inattese proprietà comuni mostrate da oggetti matematici definiti in tempi, modi, ambiti e per scopi del tutto diversi ed eterogenei.
8  Linguaggi di programmazione / C/C++ / Re: Anteporre o posporre le costanti all'operatore di comparazione ? inserita:: Maggio 20, 2017, 09:17:54
Le ragioni per cui le migliori coding guides C suggeriscono di anteporre le costanti (e, in generale, tutto ciò che non può essere un lvalue) quando si utilizza l'operatore di confronto == sono decisamente intuitive e sono state richiamate un'infinità numerabile di volte fin dai tempi gloriosi di FIDOnet.
Si veda, ad esempio, questo post.

Codice:
int numero = 2;
// Al contrario per controllare se la variabile int è uguale a un numero o
// se una stringa è uguale a un carattere si mette il doppio uguale
if (numero == 2)
if (strigna == "Ciao")

Ecco, appunto, due ottimi esempi di cose da non fare in C.

La prima è sconsigliata, specialmente ai beginnners: nei confronti tramite operatore == le costanti, e in generale qualsiasi cosa non sia un lvalue, saranno opportunamente anteposte all'operatore, ossia posizionate a sinistra.
Perché ? Perché in questo modo si trasforma un eventuale errore semantico (una assegnazione in luogo di un confronto !) in un banale errore sintattico intercettabile dal compilatore (una assegnazione ad una espressione che non può essere un lvalue).
Codice:
if (5 == myvar)

In questo modo, quando il programmatore da strapazzo inevitabilmente scriverà
Codice:
   if (5 = myvar)
Sarà il compilatore ad inveire, lamentando che l'assegnazione ha come destinazione una costante e generando un errore "not a valid lvalue".

Per tali ovvie ragioni, ciò si applica unicamente all'operatore di confronto == e non riguarda invece l'uso di operatori d'ordine come < e >, per i quali l'ordine degli operandi è sostanzialmente irrilevante, rendendo quindi in questo caso leggermente preferibile la notazione più intuitiva e maggiormente leggibile.


venerando e terribile, come Parmenide

Già, ma al contrario del buon vecchio Parmenide ho avuto il merito e l'onore di poter seguire, tra i tanti, anche un bel paio di corsi sull'ontologia quadridimensionale degli oggetti materiali in uno dei templi mondiali della logica e della filosofia formale, quindi entro una teoria assiomatica dei modelli di riferimento dello spaziotempo sono in grado di fornire una decente definizione operativa e formale di "divenire", e conseguentemente anche di separazione tra eidos e materia che supera e concilia la sua disputa con Eraclito... Ghigno
9  Varie ed Eventuali / 4 chiacchiere in libertà... / Re: Assiomi di Peano: funzione di successività inserita:: Aprile 24, 2017, 09:52:08
Poniamoci in una prospettiva strettamente didattica per capire come viene impostata la questione sui testi elementari che stai studiando. Nella classica aritmetica di Peano-Robinson, dal punto di vista della sequenzialità assiomatica e quindi della costruzione della teoria per livelli e step concatenati, nel momento in cui definisci la funzione successore gli oggetti matematici elementari che hai già in mano sono:
1) Il solo zero o alternativamente la sola unità;
2) Lo zero e l'unità.
Il primo tipo di approccio è generalmente molto diffuso nella didattica elementare e non specialistica, oltre ovviamente all'ambito più specifico della definizione di sottoteorie dei naturali e relative algebre prive dello zero.

In ambedue i casi, le entità di base (e di conseguenza tutti i naturali) sono semantizzate e interpretate indipendentemente come arietà o cardinalità di insiemi finiti elementari, in particolare basandosi sull'insieme vuoto, che ha per definizione cardinalità nulla.
 
L'assioma di successione, in ogni caso, estende induttivamente l'esistenza del successore dello zero all'intera infinità numerabile dei naturali, di fatto definendo proprio tale insieme numerico come successione (ordine totale o catena) ad incremento minimo: per quanto abbiamo appena premesso, in tale fase definitoria, codesta successione può essere basata unicamente sull'incremento unitario implicito. A sua volta, l'induzione è implicitamente resa possibile proprio dall'esistenza e corretta definizione della funzione di successione, quindi questo è un nodo straordinariamente delicato e importante. Grazie a questo assioma, peraltro, e al suo immediato lemma duale (esistenza del predecessore) una interpretazione dei naturali particolarmente valida in ambito logico e computazionale è quella posizionale ossia ordinale: ciascun numero esprime il totale dei valori che lo precedono nell'ordine naturale. Dunque lo zero ha 0 predecessori, l'unità ne ha esattamente 1 che è appunto lo zero, il due è preceduto dai 2 valori zero e uno, il tre da 3 valori: 2, 1, 0... e così via.

Più in generale tutto dipende, in sostanza, da quali e quanti valori hai già definito come singolarità nel momento in cui vai ad introdurre una funzione di successione/predecessione. In soldoni, dal momento che lo zero sarebbe inerentemente poco utile come incremento, e che i valori superiori all'unità non sono ancora definiti in mancanza di una funzione di successione, non rimane molta scelta nel classico caso di Peano (PE) e Robinson (Q)... Naturalmente, volendo insistere si potrebbe a questo punto argomentare che, pur usando unicamente le operazioni e gli enti fin qui definiti, nulla vieterebbe esplicitamente di definire s(n) = n +1 +1 +1 + ... + 1 (in realtà la definizione di somma andrebbe esplicitata, ma non sottilizziamo). Nulla, tranne il semplice fatto teleologico che stiamo definendo l'insieme dei naturali e che l'incremento unitario, ossia quello minimo, è l'unico che consente di descrivere completamente tale insieme!  Ghigno
10  Linguaggi di programmazione / C/C++ / Re: Si possono intercettare o disabilitare gli errori in fase di bulding in c/c++ ? inserita:: Marzo 15, 2017, 08:43:13
Abbiamo mandato in vacanza l'OP per 64 giorni, durante i quali sperabilmente (Speranza ultima dea...) potrebbe inciampare in qualcosa come Quincy, C-int o altri interpreti C...  Occhi al cielo Che?!? Indeciso
11  Varie ed Eventuali / 4 chiacchiere in libertà... / Re: Organizzazione directory, supporti e strumenti di backup inserita:: Gennaio 27, 2017, 09:11:29
Riguardo ai backup media, sono ormai tramontati i tempi dei floppy su carosello e dei mitici dischi Zip, Jaz e Bernoulli. Lasciando a margine il discorso nastri, per una singola postazione SOHO le opzioni si riducono ai dischi USB: elettromeccanici, a stato solido e thumb drive flash-based.

Sostanzialmente sarebbe opportuno alternare i backup su un disco esterno (hard disk SATA o SSD) e su thumb drive ad alta affidabilità. La resilienza alle cancellazioni dipende sostanzialmente dal file system e dagli algoritmi interni di distribuzione per le memorie a stato solido.
12  Varie ed Eventuali / 4 chiacchiere in libertà... / Re: Organizzazione directory, supporti e strumenti di backup inserita:: Gennaio 24, 2017, 06:04:41
In ambiente Windows CLI i più affidabili backup manager sono Robocopy (parte del Resource Kit) e l'indipendente XXCopy. Altrimenti si passa a prodotti commerciali, pensati però per setup più sofisticati di un singolo PC...

Total Commander può aiutare per un riallineamento periodico di due filetrees, con varie modalità di confronto: una funzionalità implementata anche in Ultra Compare, che è in grado di gestire anche complesse situazioni 3-ways. Qui si parla comunque di un backup interattivo, almeno per la selezione dei files e la revisione delle singole decisioni.
13  Varie ed Eventuali / Concetti, idee, algoritmi / Re: [Ingegneria del software] RUP inserita:: Gennaio 18, 2017, 06:45:50
Nella morsa della solita mancanza di tempo, come prima cosa ti rinvio alla lettura di "Use Cases combined with Booch/OMT/UML: process and products" di Texel e Williams, Prentice-Hall.

RUP è una metodologia sui generis e sicuramente presenta aspetti contraddittori o definiti in modo non adeguatamente rigoroso (non a caso perfino gli eretici dei metodi "agile", in aperto conflitto col software  engineering classico, usano UML e parti di RUP!).
Esistono alcuni case studies sull'uso di RUP in progetti mainstream, ma purtroppo gli autori del sito ufficiale su UML si sono divertiti più volte a cambiarne la collocazione nel corso degli anni, per cui non posso che invitarti a spulciare la mole di documentazione del sito alla loro ricerca.
14  Linguaggi di programmazione / C/C++ / Re: Nidificazione funzioni C non funzionante in C++ inserita:: Dicembre 05, 2016, 06:52:27
Mmmm devo indovinare il nome del compilatore...IAR,  Green Hills, Clang o GCC? Scelta dfficile Ghigno Dico GCC

Parbleu, complimenti: hai vinto il primo premio!  Ghigno
15  Linguaggi di programmazione / C/C++ / Re: Nidificazione funzioni C non funzionante in C++ inserita:: Dicembre 05, 2016, 06:26:21
Bellissima unità di misura disneyana .... :-))

Ero certo che avresti colto la sfumatura... qui c'è anche una veloce esegesi del termine, per i più giovani.  Ghigno
Pagine: [1] 2 3 ... 186
Copyright © 2017 Edizioni Master SpA. p.iva : 02105820787

Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. - Privacy



powered by Simple Machines