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Autore Discussione: BDI1000 e CPU32, esperienze ?  (Letto 5041 volte)
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flameman
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« inserita:: Aprile 13, 2016, 04:15:59 »

tool svizzero, molto usato in avionica (PowerPC/440/460), qualcuno l'ha mai usato?

BDI3000 droppa totalmente il supporto a CPU32 (per chi non lo conoscesse, e per farla breve, e' core 68K arricchito da qualche istruzione 68020 e da porta BDM) causa "no demand", mentre BDI1000 e BDI2000 (entrambi obsoleti, non in commercio) hanno avuto supporto, quantomeno cosi' "si dice"

da quanto ho capito il BDI ha internamente una MPU+FPGA, entrambe riprogrammabili da host (windows e linux) per seguire il target desiderato (coldfire? CPU32? mips? powerpc? etc etc)

in questo modo un cliente puo' comprare l'hw, il BDI-tool, e poi comprarsi il firmware specifico per poterlo utilizzare sul target di propria scelta

ho la possibilita' di rimediare un BDI1000 in USA (ci devo andare per lavoro), e mi costa molto poco (sotto le 200 euro, contro i 3000, decisamente fuori budget hobbistico di almeno 1 ordine di grandezza)

mi chiedevo pero' se ne vale la pena, ovvero se si riesce poi ad usarlo con … chesso', ponte gdb-server? (frontend di … chesso' DDD?) o tocca scomodare per forza CodeWarrior? (nell'ipotesi di trovare una licenza, e presumo a non meno di 1500 euro), oppure ancora NON esiste nemmeno + chi lo supportava e l'opensource NON lo considera minimamente, ergo e' un fermaporta high-tech vintage?


la documentazione BDM pre ColdFire-v1 e' molto scarsa e confusa, sarei quasi tentato di acquistare una eval board da qualche reseller (BCI/332? qualcuna ne ho vista in USA, a 150USD), per poi reversarne l'intero protocollo BDM/332 via LA … la cosa pero' richiede tempi biblici, sopratutto se con 6 ore la settimana, tipicamente nei weekend
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« Risposta #1 inserita:: Aprile 13, 2016, 05:58:18 »

Li uso da sempre, tutta la famiglia. Il supporto a CPU32 era effettivamente presente nelle prime due serie, ma temo che dovrai destinare quei duecento dollari a qualche altro balocco.
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« Risposta #2 inserita:: Aprile 13, 2016, 06:36:33 »

Li uso da sempre, tutta la famiglia

per MIPS32 cosa usi lato software? e per PowerPC (p.e. 405GP combo IBM/AMCC)?

in molte esperienze lavorative in voce "PowerPC" (tipicamente 405,440,460) mi e' toccato Green Hills, ADA Multi e amici, associato pero' a debug-tool di Lauterbach (sono tedeschi)

Abatron solo di recente, pero' al lavoro mi e' stato fornito tutto configurato e pronto all'uso, non ho minimamente idea di cosa ci sia dietro.
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« Risposta #3 inserita:: Aprile 13, 2016, 08:13:07 »

per MIPS32 cosa usi lato software? e per PowerPC (p.e. 405GP combo IBM/AMCC)?

Principalmente nelle toolchains che ho configurato e uso più spesso al lavoro per codeste piattaforme ci sono, oltre ai tools di IBM e limitandoci al C: Archimedes, Lauterbach, Nohau per debug ed emulazione, come compilatori soprattutto Keil, Interstron, Green Hills, Metaware, Metrowerks, tutti ovviamente certificati, oltre ad una lunga serie di utilities sviluppate inhouse. In realtà ho usato almeno un paio di volte praticamente tutto ciò che offre il mercato, durante le varie necessarie campagne sistematiche di valutazione che in tutte le aziende organizzate precedono l'adozione di qualche tool.

Tieni comunque presente che CPU32 in quasi tutti i mercati normati viene usato solo come IP che poi va certificata a parte una volta implementata su un ASIC o SoC con le necessarie modifiche e aggiunte.
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« Risposta #4 inserita:: Aprile 13, 2016, 09:01:56 »



Ho fatto pick-up, a Somerset, NJ 08873 
United States, della tortiera in figura, dentro c'e' una scheda di sviluppo prodotta da "MIPS Technologies" (credo + di 10 anni fa). Porta ancora l'etichetta "engineering sample", monta un MIPS32R2 asic + una fpga per le miscellanee & glue logic, p.e. 4 timer a 128bit, 2 seriali, un controller LCD-2x20, e altre cianfrusaglie, ci sono porte per analizzatori logici, analizzatori di prestazioni, e una porta E/JTAG

al momento ho implementato un gdb-stub minimale, avevo poca voglia e tempo, quindi ho implementato lo strettissimo necessario, il minimo del minimo, sicche' riceve/invia comandi sulla uart1, lasciando libera la uart0 modi console utente

riesco a vedere/modificare i registri cpu, fare upload del codice in ram, modificare byte, resettare la CPU, insomma "funzionicchia", pero' e' molto invasivo … e preferirei davvero usare un debugger "serio"

mi e' servito per mettere a punto un driver di rete ed un minimo di stack udp/ip in modo da usare servizi tftpboot, decisamente + veloci (@10/100Mbps) e comodi della seriale!


sto usando toolchain derivata da binutils+gcc, cross-emersa in una macchiana virtuale (virtualBox) per disimpegnarmi da quanto e' installato nel portatile di lavoro, sopratutto data la natura "rolling" del software opensorce

con una distribuzione linux del 2016 NON si riesce a compilare kernel e rootfs del 2008, tanto per direne una …, non senza faticare MOLTO nel rimettere a posto i pasticci introdotti nel mentre, mentre la macchina virtuale funzionara' sempre e comunque come una time capsule congelata, il tutto a prescindere dalle modifiche fatte sul sistema host!

non mi piace gdb, pero' mi chiedevo: BDI1000 come e' messo a supporto gdb-server? Non avendo altro direi che potrebbe andare bene, leggiucchiavo che la linea BDI "qualcosa" offre, non mi e' chiaro se anche in questo caso serva una licenza

se la risposta e' "SI!" (perche' gli svizzeri mica regalano la cioccolata), allora spendo invece i 200 USD per il pickup di una BCC-DI board, con sopra un 68332+debug processor (derivato da HC11, quindi molto scarso e primitivo) in grado pero' di mostrare al mio LA (analizzatore logico) il protocollo hw completo del BDM in uso sulle CPU32

va osservato e "retro-ingegnerizzato" osservando qualcosa di funzionante, purtroppo la documentazione motorola NON e' per nulla chiara al riguardo, sembra che tengano tutto segreto, e ciò che esiste in pubblica sembra riguardare + i ColdFire, e non senza errata e pasticci
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« Risposta #5 inserita:: Aprile 13, 2016, 09:10:55 »

Ironicamente: dentro il BDI1000 c'e' un MC68331
tutto in famiglia (CPU32), nelle mie intenzioni Ghigno
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« Risposta #6 inserita:: Aprile 13, 2016, 10:32:59 »

BDI support (CPU32) = { Esmertec, Metrowerks/Hiware, XRAY, Aonix Ada, GNU, Metrowerks/Hiware, TASKING, Tornado, XRAY }

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« Risposta #7 inserita:: Aprile 14, 2016, 12:43:52 »

BDI support (CPU32) = { Esmertec, Metrowerks/Hiware, XRAY, Aonix Ada, GNU, Metrowerks/Hiware, TASKING, Tornado, XRAY }

In bocca al lupo: non ho mai usato accrocchi amatoriali come GCC/GDB con nessun tipo di hardware serio, per ovvi motivi professionali né per diletto (come se ne avessi il tempo).
Se il tentativo dovesse fallire, il paradosso è che dovresti spendere in licenze più di 12 volte il costo del tool, sperando di riuscire a trovare una licenza nel sottobosco legacy.

Basandomi su svariati lustri di osservazioni, direi che simili operazioni hanno un elevato tasso di successo solo in un ristretto novero di casi. Ad esempio, quando l'azienda o il centro ricerche rottama e dismette intere toolchains e i dipendenti interessati ottengono il permesso scritto di portarsele a casa, con cessione di licenza avallata dai commerciali del fornitore e assunzione di responsabilità per le clausole di non divulgazione; oppure in caso di fallimenti e aste, cessioni fortuite tra privati, o improvvise (e improvvide) decisioni aziendali, vedi il caso Microchip con i PIC17.
In tutti codesti casi, ci si trovano in mano tutti (o quasi tutti) gli elementi fisici e logici della toolchain, che in genere sono parimenti inaccessibili a livello amatoriale ma anche di professionisti e PMI (e vent'anni fa lo erano molto più di ora).
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« Risposta #8 inserita:: Aprile 14, 2016, 02:12:23 »

in USA preferiscono (lo so per certo, esperienza visiva diretta, quasi traumatica) frullare tutto il software in pressa idraulica, chiamano aziende dette "recycler", quando i loro energumeni recuperano l'hw, la prima cosa che fanno e' spaccare fisicamente il disco fisso, te lo mettono anche per iscritto con tanto di servizio fotografico, anzi si sono inventati un apposito attrezzo chiamato "destroyer", composto da un pistone che morde duro in diverse tonnellate di mascella pneumatica, capaci di tranciare il drive in due come se fosse una brioche, e cosi' sono sicuri che nessuno (nemmeno quelli fantascientifici della CSI) saranno mai in grado di dare una sbirciata  Scioccato Scioccato Scioccato

ma c'e' un altro motivo: le cause legali sono pazzesche, peggio che in Ally McBeal, della serie … se tu trovi del software che nemmeno loro del grande fratello sanno piu' di avere, insomma roba che persino i loro commerciali chiamano "abandon-ware" (e non e' slang, e' un caso giudiziario accaduto con roba SGI, roba in EOL da 5 ere informatiche), o non ti fai beccare, o se se ne accorgono … beh ... hanno il pretesto per mega cause legali, dove, o si dimostra che qualcuno in alto aveva autorizzato la faccenda, oppure nemmeno Perry Mason ti potrà mai salvare Scioccato Scioccato Scioccato

pero' … in Cina e' tutta n'altra storia, e se compri l'hw ... sopra potrebbe esserci ancora il software e a nessuno gliene impippa nulla, anzi si parla addirittura di "copy-left", non a caso a Pechino, in bancarella, mi e' capitato un portatile, nulla di che (eccetto una oscena tastiera con scarabocchi mono lingua incomprensibili), pero' sul disco era presente un CAD di classe Protel99, perfettamente funzionante e con licenze valide. Solo duecento euro per un dual core i2 di Lenovo, sicuramente obsoleto, ma di certo non avrebbero potuto essere meglio spesi

Insomma, tocca non guardare agli USA ma in posti + fumosi, direi underground, forse Gibsoniani: se non mi leggi piu', e sono finito in qualche vaporosa lavanderia cinese, sappi che avevo stima  Ghigno
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« Risposta #9 inserita:: Aprile 14, 2016, 02:44:21 »

Confermo che quanto esposto si applica indistintamente a tutte le multinazionali di diritto statunitense, ovunque locate sui cinque continenti, ma anche ad una ricca lista di multinazionali europee: se non sei un dirigente, non hai una marea di permessi scritti e non apponi almeno mezza dozzina di firme per assunzione di responsabilità varie, non ti porti a casa neppure un mouse.

Nella maggior parte dei casi, le memorie di massa su cui lavoriamo finiscono in un degausser o nell'acido, la pressa (per quanto scenografica) è un'opzione secondaria: comunque ci sono delle procedure tassative, di solito ispirate alle norme MIL/DoD, che variano da azienda ad azienda. Nulla è affidato al caso.

La questione del license transfer invece dipende unicamente dagli umori del fornitore, e nel diritto USA c'è una giurisprudenza piuttosto uniforme per i casi di abandonware, il diritto agli eventuali aggiornamenti dopo il trasferimento di licenza, e tutte le più minuziose fattispecie di facta concludentia che tradotto dal legalese significa sostanzialmente il passaggio allo stato di abandonware.

D'altro canto, le clausole di riservatezza contrattuali nel nostro settore sono estreme e non prevedono pene medievali unicamente a cagione delle convenzioni umanitarie elaborate tra Ginevra e post-Norimberga...


Riguardo al sud-est del mondo, girando in Russia e in gran parte dell'Asia ho visto cose che voi umani eccetera eccetera, come workstation infarcite di schede National Instruments, Data Translation, HP con tutte le relative licenze per un valore non inferiore al centinaio di milioni dell'epoca, svendute a prezzo di rottame, macchine evidentemente dismesse da centri di calcolo con licenze Matlab, Mathematica, SPSS, Systat complete di ogni sorta di plugin, sistemi HP64000 completi di tutti i pod e gli accessori, per non dire delle tonnellate di strumentazione HP/Agilent, Rhode & Schwartz, Fluke, Tektronix, B&K, LeCroy, Tenma ancora da sballare, al prezzo di una pizza... Felice
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« Risposta #10 inserita:: Aprile 14, 2016, 03:15:00 »

workstation

tocca pero' andare sul posto, e bisogna organizzare bene i container, altrimenti … sono cavoli sia in aeroporto che dogana (e non solo li)

giusto per citare l'ultima mia malefatta: Flame (Autodesk, roba dell'industria del cinema, era una fissa da un po' di tempo), sta ancora a listino a non meno di 99950 USD, il bidone UNIX in questione (+ pool di dischi Fiber Channel) pesa qualche quintale, non poche beghe ad organizzare la faccenda, ero gia' in Cina per loschi affari con enti governativi locali, sembrava quasi di stare sul set di PayCheck, robaccia da consulente in trasferta, pagato per fare l'ingegnere al contrario, e cosi', a fine lavoro ho sborsato io 2000 euro per l'hw, circa 700 euro di trasporto, praticamente ho lasciato loro uno stipendio (e due reni per caricare quel coso sul container ad hong kong), pero' licenze in omaggio, letteralmente "con i dischi facci quello che ti pare, anzi, non abbiamo nemmeno tempo e voglia ne' di controllarli, ne' di fare il wipe"

abituato a vedere gli americani che squinzagliano cani ed energumeni vari per frullare tutto in pressa idraulica, devo dire che I cinesi mi hanno lasciato con la faccina cosi' X_____________X

per puro scrupolo ne ho fatto un backup su LTO3 Tape (400 Gbyte a nastro, 800 compressi), infilati in borsa sotto la biancheria sporca (dove non guardano mai al check-in) … 3 mesi dopo, via nave, con mooooooolta calma e disinvoltura ho raccattato il cadavere giunto in Italia Ghigno
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« Risposta #11 inserita:: Aprile 14, 2016, 05:03:41 »

il bidone UNIX in questione (+ pool di dischi Fiber Channel) pesa qualche quintale

Ha comunque rilevanza il fatto che, per motivi anche anagrafici, siamo pochissimi a saper mettere davvero le mani a tutti i livelli sulle favolose workstation unix e relativi sistemi originali (e ancora meno a saper usare approfonditamente sistemi di sviluppo, emulatori e debugger classici). All'epoca HP, Compaq, IBM, SGI, Sun, Stardent e compagnia (ma anche solo un Atari ATW800!) erano semplicemente inaccessibili per i comuni mortali e anche per molte istituzioni accademiche, che per forma mentis privilegiavano altri tipi di installazione.

Quelli sì che erano bei tempi! Ghigno

Comunque anche oggi ci si possono togliere delle belle soddisfazioni, visto che sul lavoro posso baloccarmi con vari Z10 e una coppia di Z13 in massima configurazione. Ma visto che i sogni non costano nulla, il mio sogno mostruosamente proibito rimane quello di mettermi "in casa" (si fa per dire, dato l'assorbimento) un Vax 9000 o magari un 10k Datacenter: una delle migliori architetture mai concepite da mente umana, dotata del miglior sistema operativo in assoluto, parlando di grandi sistemi, ancor oggi ineguagliato da Cray, Fujitsu e compagni di merende.
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« Risposta #12 inserita:: Aprile 14, 2016, 08:50:07 »

Quelli sì che erano bei tempi! Ghigno

gia'
sopratutto per l'omologazione di oggi
uff, tutto peeeceee, tutto x86!
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« Risposta #13 inserita:: Aprile 14, 2016, 10:12:46 »

Hanno avvelenato la naturale biodiversità dei sistemi general purpose e la spontanea stratificazione dei sistemi, che pure aveva un senso profondo e creava equilibri stabili. Pet, home e personal computer, workstations, mini, midi, mainframes... con soluzioni architetturali e di sistema che spesso erano un giusto compromesso tra generalità e sistema dedicato.

Tutto ciò è profondamente triste, e rende decisamente noioso quel pochissimo lavoro che si è ancora costretti a fare sui banali PC. E le geremiadi potrebbero continuare molto a lungo, ma mi limito a citare Alan J. Perlis: “I think that it’s extraordinarily important that we in computer science keep fun in computing. When it started out it was an awful lot of fun. [...] I think we’re responsible for stretching them setting them off in new directions and keeping fun in the house. I hope the field of computer science never loses its sense of fun. Above all I hope we don’t become missionaries. Don’t feel as if you’re Bible sales-men. The world has too many of those already. What you know about computing other people will learn. Don’t feel as if the key to successful computing is only in your hands. What’s in your hands I think and hope is intelligence: the ability to see the machine as more than when you were first led up to it that you can make it more.”.
Se si parla di mainstream, ormai da un pezzo è arrivata l'era dei "venditori di Bibbie" porta a porta e il divertimento è uscito dalla finestra. Almeno per gran parte della mia generazione, e l'idea pare radicatissima tra chi ha condiviso il mio background e le mie stesse esperienze fin dai primi anni Ottanta.
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« Risposta #14 inserita:: Aprile 14, 2016, 11:06:19 »



spesso somatizzo nostalgia, persino delle brochure
eppure batto leva con la commercializzazione del capostipite del 68K
chissa' le nuove leve …
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